Il Polittico Guidalotti

Il Polittico Guidalotti

Frate domenicano osservante, Fra Giovanni da Fiesoleper noi il Beato Angelico – eseguì numerose commissioni per sedi dei frati predicatori in Toscana, Umbria e Lazio. Tra queste San Domenico di Perugia: nel 1437 fu incaricato di realizzare «la tavola dell’altare di San Niccolò ne la Cappella de’ Guidalotti», a sinistra del presbiterio, il cui patronato apparteneva ad uno dei più importanti casati della città del grifone.

Simile nella conformazione a quello dipinto qualche anno prima per San Domenico di Cortona, il polittico perugino è uno dei capolavori più noti e ammirati del frate pittore. Eseguito con ogni probabilità nei primi anni quaranta del ‘400, contemporaneo dunque alle opere su tavola e ad affresco in San Marco a Firenze, rappresenta la Vergine col Bambino in trono nel campo centrale, affiancati da angeli e santi, tra i quali il posto d’onore, alla destra di Maria, spetta al dedicatario della cappella, Nicola, protagonista assoluto anche delle storiette illustrate nella predella.

Il Polittico Guidalotti risulta smembrato già all’inizio del XVIII secolo, con la separazione delle tavole principali dalle predella; la cornice originale, dispersa, fu rimpiazzata nel 1915 da una carpenteria neogotica in stile. In età napoleonica due scomparti della predella furono requisiti dalle truppe francesi e condotti a Parigi, per poi pervenire, con la Restaurazione, nelle collezioni papali, e sono da allora esposti nella Pinacoteca Vaticana.

In via eccezionale, grazie alla generosa disponibilità dei Musei Vaticani, l’edizione 2022-2023 di Capolavoro per Lecco presenterà al pubblico le due pregevoli tavolette della predella del Polittico Guidalotti conservate presso i Musei Vaticani. In esse l’artista concentra ben cinque episodi della vita del vescovo di Myra, adottando con mirabile razionalità compositiva il principio della ‘narrazione continua’, in base al quale due o più momenti di una storia vengono rappresentati in una stessa immagine. La varietà degli episodi raffigurati è occasione per dispiegare scenari variati, dagli interni domestici della Nascita e della Dote alle fanciulle povere, alla veduta di una piazza nella Vocazione, sino a due suggestive ambientazioni paesistiche in riva al mare, con insenature e promontori rocciosi, nel Miracolo del grano e nel Salvataggio della nave.

Nascita di San Nicola, Vocazione di San Nicola e San Nicola che dona tre palle d’oro a tre fanciulle povere

Lo scomparto illustra i primi tre episodi della biografia di san Nicola: a sinistra la nascita, con il neonato che manifesta precocemente la propria santità ergendosi in piedi nella bacinella in cui è lavato dalla levatrice; al centro, Nicola fanciullo ascolta la predica del vescovo e in secondo piano varca la soglia della chiesa (preludio alla sua consacrazione episcopale); a destra Nicola dota di nascosto tre fanciulle povere, salvandole dalla prostituzione. Quest’ultimo episodio è alla base dell’attributo canonico del santo, i tre sacchetti di monete (o in alternativa tre palle o monete d’oro), e della sua popolare identificazione come elargitore di doni ai bambini.

Miracolo del grano e nel Salvataggio della nave

In un’ampia ambientazione marina su un frastagliato litorale roccioso, Nicola, ormai vescovo, è protagonista di due miracoli: a sinistra persuade il messo dell’imperatore a lasciare a Myra, colpita da carestia, parte del carico di grano trasportato dalla flotta imperiale, promettendo che all’arrivo a Costantinopoli il grano sottratto risulterà prodigiosamente reintegrato. Sulla destra il santo, invocato dai marinai di una nave in balia di una tempesta, appare in cielo e scongiura il naufragio placando il fortunale.