Il Messale Gerli 54

Il Messale Gerli 54

In entrambe le edizioni delle sue Vite di artisti (1550 e 1568) Giorgio Vasari ricorda l’attività di miniatore del Beato Angelico: gli attribuisce infatti la decorazione di manoscritti conservati nelle chiese domenicane di San Marco a Firenze e di San Domenico a Fiesole, nella cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore, nonché nel Palazzo Vaticano.

L’attività di Angelico miniatore fu dunque strettamente legata alla committenza domenicana e in particolar modo al convento di Fiesole, presso il quale egli abitò ed ebbe la sua bottega di artista per gran parte della vita. In questo contesto, il Messale Gerli 54 rappresenta – allo stato attuale degli studi – un’eccezione.

Si tratta di un piccolo codice (171 x 127 mm; 396 fogli), destinato con ogni probabilità a un utilizzo privato durante la celebrazione della Messa. Il contenuto liturgico è quello usuale nel Messale di rito romano. il codice appartiene alle collezioni della Biblioteca Braidense dal 1938, anno in cui fu donato dal conte Paolo Gerli di Villa Gaeta che l’acquistò in toto alcuni anni prima da Ulrico Hoepli la “Bilblioteca ducale” dei Duchi Borbone – Parma.

La più bella miniatura del codice, certamente autografa del frate pittore, raffigura a piena pagina, su un intenso fondo azzurro, Cristo crocifisso con Maria e Giovanni evangelista dolenti ai piedi della croce.