L’Evento

Significato

“Storie salvate. Tre Natività del Cinquecento da riscoprire” è il titolo dell’evento di quest’anno.

E, non a caso, l’edizione 2021 ruota attorno al tema della Natività, nella sua forma di rappresentazione più consueta ma anche più narrativa, con l’efficacia della presenza di vari personaggi partecipanti che si traduce nella tradizione cristiana del Presepe.

I tre dipinti che vengono presentati appartengono all’area lombardo-veneta del Cinquecento e, per ragioni diverse, non sono stati quasi mai visti o considerati dagli studi, spesso a causa dei luoghi dove sono conservati.

Le tre opere esposte sono: la Natività di Andrea Previtali (circa 1520) custodita presso il Santuario di Santa Maria Nascente di Arconate (Parrocchia di Sant’Eusebio di Arconate), l’Adorazione dei pastori di un pittore veneto (Jacopo Bassano (?) – circa 1530-1535) e l’Adorazione dei pastori di Giovanni Battista Moroni (circa 1550-1555), entrambe queste ultime provenienti da collezioni private.

ACMR

L’Associazione culturale Madonna del Rosario ODV Onlus è stata costituita con l’obiettivo di supportare l’attività culturale e sociale della Comunità pastorale Madonna del Rosario, promuovendo iniziative di interesse generale verso la comunità locale.

Parrocchia S. Nicolò, Lecco

Costituitasi il 1 settembre 2011, con decreto arcivescovile firmato dal cardinale Dionigi Tettamanzi, la Comunità pastorale “Madonna del Rosario” comprende le Parrocchie di S. Nicolò in Lecco, S. Materno in Pescarenico di Lecco e S. Carlo V. in Malgrate.

Comune di Lecco

Elevato a capoluogo di provincia con decreto del presidente della Repubblica del 6 marzo 1992, ottenne il titolo di città il 22 giugno 1848. L’attuale estensione si deve all’accorpamento tra il 1923 e il 1928 di una serie di comuni limitrofi al centro urbano. Ad oggi il suo agglomerato urbano supera i centomila abitanti.

Antonio Mazzotta e Giovanni Valgussa, curatori

I tre dipinti che presentiamo non sono stati quasi mai visti o poco considerati dagli studi, spesso a causa dell’inacessibilità dei luoghi dove sono conservati (due di questi sono infatti in raccolte private). Tutti appartengono stilisticamente all’area veneta, intendendo quel territorio che nel Cinquecento era parte della Repubblica Serenissima.

Nella Natività di Arconate è presente un dinamismo, ben percepibile dall’angelo volante al centro, che è conseguenza dell’influsso da parte di Lorenzo Lotto, che con le sue pale bergamasche piene di angeli con vesti mosse dal vento sembra aver fortemente impressionato Previtali.

Mons. Davide Milani, Prevosto di Lecco

Cosa dicono le opere in mostra? Di un mondo ferito dalla precarietà di ciò che è caduco, di tante notti buie di questi e altri tempi, dell’anonimato triste di paesaggi senza centro e vita, di tracce lasciate dai morsi della malattia e dalla morte.

E finalmente, della novità di un bambino, della luce di un’aurora, la certezza di solide colonne, lo stupore e la meraviglia di chi sa lasciarsi ancora  sorprendere: da una nascita, un nuovo inizio, un dono immeritato, un’attesa colmata, una promessa mantenuta.

Queste emozioni che procurano le tre scene di natività al centro del percorso che offriamo ai Lecchesi e a coloro che per questa mostra verranno a Lecco, sono il nostro augurio per questo Natale.

Mauro Gattinoni, Sindaco di Lecco
Simona Piazza, Vicesindaco di Lecco e Assessore alla Cultura

Il titolo di questa edizione, “Storie salvate”, evoca quelle opere, in qualche misura alla ricerca d’autore, riportate alla luce e restituite a una fruizione pubblica, allo sguardo del visitatore che le indaga, le nutre e le trasforma al tempo stesso.

Ma sono anche le nostre storie quotidiane a essere salvate dalla bellezza, dall’occasione di un incontro, dall’opportunità di conoscere, condividere e contemplare il mistero della Natività e l’incanto dell’arte.

S.E. Mons. Mario Delpni, Arcivescovo di Milano

Il primo messaggio che raccolgo è l’invito a vincere lo smarrimento e il disorientamento guardando a Gesù, centro e salvezza della storia umana, rivelazione e stupore per tutti, adorato e contemplato dai personaggi che stanno intorno.

Il secondo messaggio è l’invito a relativizzare il grandioso, l’esibizione della ricchezza. Presto finisce quello che le mani dell’uomo hanno costruito con tanta presunzione: colonne alte fino al cielo, marmi scolpiti, muraglie imponenti. C’è una sola speranza per il mondo: Gesù.

Il terzo messaggio è la rivelazione della strada scelta da Gesù per essere il salvatore del mondo. Entra nella storia per condividere ogni cosa. Condivide la fragilità e la dipendenza, la necessità della premurosa accoglienza, la ricerca di affetto e di abbracci.

La città operosa, la città intraprendente, la città consapevole della sua bellezza e delle sue glorie, accoglierà Gesù?

Elisabetta Soglio, Giornalista

È solo un bambino. È piccolo, nudo, privo di ori e sfarzi. Ma il centro della scena è suo e provate a guardarli con un unico colpo d’occhio, questi tre “Capolavori”: la sensazione che trasmettono è sempre quella.

Un bambino al centro cui tutti gli altri personaggi si rivolgono con venerazione, come se stessero cercando nel mistero di quella nascita la potenza di una nuova speranza. Giovanni Testori l’avrebbe chiamata “intelligenza del cuore”: è il cuore che ci fa arrivare al messaggio ma è l’intelligenza che lo rielabora e lo radica nel nostro presente

Chiara Giaccardi, Sociologa e docente universitaria

Tre madri, tre padri, tre bambini e una sola famiglia, che è sempre più della somma dei suoi membri. E questo ‘di più’ nel trittico sulla natività è, non solo metaforicamente, il bambino.

Perché comunque e sempre sono i bambini che ci rimettono al mondo, e la loro nascita fa nascere un padre e una madre laddove prima c’erano un uomo e una donna. Ma questo è una bambino speciale, venuto al mondo per tutti.

E così questi quadri ci parlano sia della famiglia che dell’umanità salvata. Come solo l’arte sa fare: rivelando e nascondendo allo stesso tempo, evocando senza definire, aprendo i confini delle nostre rappresentazioni e nutrendoli di infinito.

Giovanni Frangi, Artista

Se il mio amico Giovanni Valagussa mi avesse chiesto di fare qualcosa anche per quest’anno, certamente sarei andato senza pensarci due volte sul quadro di Moroni. In qualche modo il mio Esercizio di lettura sarebbe stato tutto giocato in casa.

Questa volta avrei scelto il particolare in fondo con le montagne quasi verdi e, per spiegare l’esercizio, avrei cercato di usare le stesse parole di Ennio in tutte le riunioni zoom, o incontri dal vivo che qui sono praticamente un obbligo.

Avrei cercato di dire qualcosa per spiegare perché ci piace il verde pacato delle montagne sopra Albino, la nebbia nelle valli, il cielo di Lombardia, l’immersione atmosferica, l’uso equlibrato del colore, la calma interiore del paesaggio, del sentimento devoto e del miracolo della natura

Adorazione dei pastori di Giovan Battista Moroni, 1555 circa

I giovani protagonisti

La divulgazione dei contenuti dell’opera, valicando la semplice proposta di “offerta didattica”, è affidata esclusivamente alla visita guidata a cura degli studenti delle scuole superiori del territorio, preparati attraverso un apposito percorso di formazione. Quest’anno sono oltre 180 gli studenti coinvolti, provenienti da 9 scuole di Lecco e provincia.

Il lavoro di formazione e di stage che li coinvolgerà, permetterà loro di alimentare la propria curiosità intellettuale mediante l’incontro diretto con le opere d’arte. Inoltre la dimensione espositiva pubblica sarà strumento efficace che darà l’opportunità ad ognuno di esprimere le proprie emozioni e di elaborarle, così da trasformare la relazione con il pubblico in un momento di crescita personale. 

Per i fruitori della mostra, la mediazione dei giovani durante il percorso di visita permetterà di avvicinare le opere con una immediatezza di linguaggio adatta anche ad un pubblico non specialistico, senza compromettere la correttezza e la complessità dei contenuti.

Natività di Andrea Previtali, 1520 circa

Musica dal vivo

Ogni sabato pomeriggio sarà proposta un’esperienza musicale dal vivo: per mezz’ora il visitatore verrà invitato a sostare davanti a una delle tre opere esposte e a lasciarsi coinvolgere in una “immersione sinestetica” nello spazio riempito dal dialogo continuo tra immagine e suoni prodotti da voci e strumenti.

Gli esecutori dei brani dal vivo saranno professionisti e giovani musicisti del Civico Istituto Musicale “G.Zelioli” di Lecco o del Liceo Musicale del Liceo Scientifico e Musicale “G.B. Grassi” di Lecco o del gruppo Corale polifonico “Ad Libitum” di Lecco.

Laboratori per i più piccoli

Per i più piccoli sarà allestito un laboratorio per la realizzazione di una statuina del presepe prendendo a modello i personaggi delle Natività esposte.

Il lavoro che ciascun bambino della scuola materna ed elementare completerà durante il laboratorio rimarrà “esposto” in una apposita sala così da costruire un presepe tridimensionale in continua evoluzione.

Ciascun piccolo autore tornerà, al momento del disallestimento della mostra, a prendere la sua opera come ricordo.